Come funziona l’insufflaggio ?

Nella progettazione del passato la stratigrafia delle pareti era calcolata tenendo in considerazione l’aria come elemento isolante termico, studi moderni hanno dimostrato che questo è vero per spessori di intercapedine al di sotto dei 2,5 cm, quando va al di sopra di questo spessore l’aria passa dallo stato di quiete allo stato di moto generando dei moti convettivi creando correnti di aria DISPERDENTI!

Un edificio con intercapedine vuota può disperdere fino a oltre 5 gradi al giorno a causa di questo !

Un esempio sulle capacità di isolamento termico dell’aria la troviamo nella tecnologia applicata al Vetrocamera delle finestre moderne dove il sottovuoto permette al vetro di diventare una barriera contro la dispersione termica.

Nelle abitazioni anni 70/80/90 le intercapedini generalmente venivano realizzate con dimensioni superiori a quelle ottimali di massimo 2,5 cm, fino addirittura a 20 o 25 cm, aumentano la migrazione della temperatura dalla zona più calda a quella più fredda, funzionando al contrario rispetto al pensiero costruttivo.

A supporto di questa criticità viene pensate la tecnica dell’insufflaggio, che permette di riempiere totalmente le intercapedini presenti con la fibra di cellulosa, creando una barriera termica traspirante, che permetterà di ridurre al minimo le dispersioni termiche e di vivere in un ambiente confortevole ed efficiente!